martedì 25 ottobre 2011

Cinquantotto

Io ho vent'anni e non ci penso mai, e ho paura della morte - ma non sto qui a spiegare i perchè, sono tutti banali. Ottobre è color prugna, domani mi tolgo gli occhiali e qualcosa cambierà, quale sarà il primo gesto che farò appena aperti gli occhi, adesso?
Oggi Martina compie tredici anni e c'è questo pensiero che non mi abbandona, mentre i piedi diventano freddi mi dico che il tempo passa anche per lei e accettarlo è difficile, per me è ancora la bimba con i capelli rossi di cui m'innamorai senza possibilità di ritorno la prima volta che la vidi, nel biancore più puro e nel tanfo dei muri dell'ospedale di questa città. Un amore di quelli senza condizioni, trasparente. Mentre il nostro va tingendosi di tutti i colori, dal rosso più forte all'azzurro più debole che è il colore delle vene che ti si vedono sottopelle.
Oggi un amico mi ha detto che gli manco, e un senso strano di gratitudine mi è esploso nel cuore, tanto da volergli dire grazie, grazie per avermi fatto sapere una cosa del genere. Nelle prossime giornate esisteranno solo le pareti della mia stanza e la scorta dei libri per le mie pupille senza retina, ma se non potrò leggere addio allora, mi attende una resa lenta e il calore dovrò cercarlo in altro, nella tua voce dall'altra parte della cornetta che mi dice buongiorno anche la sera alle nove, nell'impronta delle tue mani sui miei fianchi, insomma, nella lungimiranza di tutti i tuoi atti d'amore.

2 commenti:

  1. è tutto bello, è bello come ne parli, mi sembra di ricordare i miei di fianchi con le impronte di quelle dita che ora spezzerei una ad una.
    grazie Gio ♥ per quello che riesci a trasmettermi.
    ti mando un bacino e un augurio di pronta guarigione!

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  2. "la lungimiranza di tutti i tuoi atti d'amore"
    dio mio, ci penserò tutta la notte, è eccezionale il tuo modo di scrivere e di sentire.
    ora piango.

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