Su un sentiero ripido di montagna dove resta immobile la neve, sul balcone immenso a casa di mia nonna, con i gerani curatissimi e multicolore, con il mare che si vede benissimo e puoi immaginarne la freschezza e sentirne l'odore, all'ombra di un albero, sotto una panchina in una piazza di una grande città, anche se c'è caldo, anche se è deserta, sotto il getto d'aria condizionata di qualche museo, uno qualsiasi, con un taccuino in mano a prendere appunti, a segnarmi i titoli dei quadri, in vespa senza una meta pur di fermarmi in gelateria per il solito cono doppia panna e melone, o cocco, o fragola, sempre con un libro nella borsa perché ultimamente sono insofferente alle persone, che parlano parlano parlano e io non ascolto, voglio solo leggere, voglio tornare in piazza dell'Orologio ad ascoltare gli scrittori e tutte quelle parole che hanno e che sono sempre perfette, sembrano non sbagliare mai, vorrei che il quattordici agosto arrivasse subito per poter prendere l'aereo dopo tre anni, ed essere più vicina alle nuvole, al loro cotone, al loro vuoto, e osservare gli occhi di Vito davanti a quella bellezza.
Essere ovunque tranne che qui.
domenica 15 luglio 2012
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Questa bellezza.
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