Ieri siamo andati a vedere Molto forte, incredibilmente vicino e il cuore è restato in subbuglio per tutto il tempo, e il fiato corto si era bloccato in gola, perché il libro di quel film ha cambiato così tante cose, ha cambiato me, i miei occhi, e tutto ciò che dietro gli occhi c'è. E poi, scegliere lo spettacolo delle venti, di sabato sera, è un qualcosa di ardito. Si vede ancora, c'è luce, ci sono i bambini con le biciclette in piazza, e le mamme con le bottigliette d'acqua che si surriscaldano in mano, e i loro occhi attenti e severi.
Temo il tuo passato, è vero. E il mio, anche, nonostante sia incensurato e noioso, normalissimo, con diversi accenni di dolore, pennellate rosse e nere di solitudine, di rabbia, di troppe cose lasciate correre via - tra le tante, le famose parole non dette. Ci faccio i conti spesso, schivando le vie che mi ricordano la sofferenza o la felicità di un momento che non tornerà più e che oggi mi fa quasi paura. Tutte le mani che non proveranno di nuovo ad avvicinarsi, dita che non rivedo da troppo tempo, ma che rimangono vivide nella mia mente. Si muovono veloci come rondini.
domenica 1 luglio 2012
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