sabato 3 agosto 2013

Ottantasei

Mentre Pulse, di là, continua a suonare (rigorosamente il secondo cd, il mio prediletto), io me ne resto volentieri in mutande, privilegio che posso permettermi pochissime volte, giusto quando sono sola a casa.
Agosto è arrivato e non sembra affatto, per adesso, come in quella canzone dei Perturbazione, non tremo, ma tutto si dilunga con lentezza, sotto questo sole cocente. Anche il tuo compleanno sembra non arrivare mai, e quella stranissima, puntuale e crudele sensazione di non poterti avere per me, quel giorno; sei così pieno di amici che rimango sempre un po' in disparte, a guardarvi parlare e scherzare, e io non posso fare altro che essere felice per te che sei così coperto, circondato ovunque, un affetto comune, meritato e sincero, che ti fa brillare gli occhi.
Io sono al margine, in disparte, appunto, anche nelle poche, pochissime amicizie che coltivo. Non mi espongo, non reclamo un posto, condivido poco. Una persona - la mia persona - ce l'avevo e l'ho persa, una mancanza senza rimpianti che fa via via meno male. Oggi, la mia persona è forse mia sorella, perché ci capiamo al volo, perché viviamo in simbiosi. Perché quando non c'è sembra che mi manchi un braccio, un po' di voce. Passo intere giornate seguendo la scia dei suoi capelli rossi.

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