Prima sotto la doccia pensavo a due sere fa, e in particolare a quando mi sono ritrovata a pisciare per strada tutta accovacciata, con i tacchi nell'erba e i pantaloni alle caviglie. Abbiamo bevuto un po', io e te a cena, da soli e allegri dopo non so quanto tempo, ci abbiamo dato giù col vino bianco delizioso come se dovessimo festeggiare qualcosa di preciso che continuava a sfuggirci ma i bicchieri erano sempre pieni. E pensavo, prima, che mi piacerebbe tanto mostrarti, regalarti più spesso questa parte di me, quella davvero spensierata, che non si fa problemi, che non pensa, che si abbassa i pantaloni dietro un muretto e si sente meglio perché ha svuotato la vescica. Non scorderò mai come e quanto hai riso e con che occhi mi guardavi - increduli, perché sai che non è da me - mentre ti chiedevo di non stare a fissarmi ma di controllare se qualcuno ci vedesse. Mentre tornavamo, poi, al centro della corsia ci siamo abbracciati forte. E' bellissimo abbracciarti d'estate, quando non ci sono maglioni e giacche a coprirti, sento meglio il tuo corpo contro il mio e diventa persino emozionante, mi piace accarezzare le tue braccia fredde, di sera. Ci raggiungiamo più in fretta.
Raggiungerti, sempre, è la cosa più importante.
giovedì 18 luglio 2013
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