mercoledì 15 febbraio 2012

Settanta

Oggi a tavola papà ha ammesso solennemente che gli unici album che comprerebbe sempre, ancora e ancora, senza badare a spese, in ricchezza e in povertà, in salute e in malattia, sarebbero quelli dei Pink Floyd. Mentre io annuivo e, lo ammetto, un po' mi emozionavo, mia madre ha stroncato quella solennità dicendo E i Pooh, ti sei dimenticato dei Pooh?, come a ricordargli una passione ormai rinnegata. Ho pensato che i Pooh fossero stati la colonna sonora del loro amore, e l'ho detto, ma mamma negava - poi l'ho capito, l'ha fatto per metterlo alla prova. Allora papà, con uno spicchio di mandarino in mano, ha iniziato a canticchiare una loro canzone, dei Pooh dico, e su mia madre si è disegnato un sorriso che non le avevo mai visto, timido e imperfetto, quasi pudico. E' la canzone che ascoltavamo sempre in macchina quando eravamo fidanzati, ha detto papà. E lei, scuotendo la testa come a dire Che scemo..., ecco, è arrossita. La mia lady di ferro è arrossita, illuminandosi di una bellezza inedita, piena di tenerezza.

Poi, nel pre-pisolino pomeridiano, dopo aver chiuso Il museo dell'innocenza di Pamuk, ho riflettuto su quale potesse essere la canzone per quale un giorno, se dio vuole, come dice mia nonna, arrossiremo anche noi. Noi che fino a ieri sera in macchina, con l'acqua neve a picchiare sul vetro, stavamo ascoltando i Ramones - quell'album live che abbiamo comprato insieme. E mi viene da ridere a più non posso se solo penso alla perfezione che nemmeno ci preoccupiamo di sfiorare, non ce ne frega proprio niente, della perfezione, per la quale proviamo un sentimento di indolenza.
Ho una bomba nel cuore che fra poco esplode.

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