giovedì 23 agosto 2012

Ottanta

Ieri per la prima volta mi sono accorta che le giornate si stanno accorciando e ho sentito uno strano sollievo, mentre guidavo, e uno strano silenzio che è simile a quello presente adesso in camera mia, mentre dal soggiorno arriva il rumore della macchina da cucire che sta usando mamma, un rumore che mi accompagna da sempre e che mi infonde l'autentica e irripetibile sensazione di essere a casa.
Delle volte penso che mi piacerebbe tornare ad una settimana fa solo per poter essere noi due nello stesso letto, prima di addormentarci, per appoggiare la guancia al tuo braccio e accarezzarlo fino a trovare sonno. Poi rifletto sulle lontananze e sulle distanze, a come sarebbe un mondo se queste non ci fossero a infliggerci il dolore e la nostalgia, se non esistessero le conseguenze.
Aspetto settembre come il mese della liberazione, dal caldo soffocante che mi fa fare ogni cosa con l'affanno, senza calma e pazienza, dai crucci che agosto mi ha messo sulle spalle senza che io me lo meritassi, o forse sì, per non aver parlato abbastanza, per aver rinchiuso ermeticamente certi pensieri, per non aver avuto fegato. Settembre è marrone come le foglie d'autunno, fresco e dolce, è il mese più bello perché ti offre la possibilità di rinascere, di ricominciare nell'intimo, senza farlo capire a nessuno.

Nessun commento:

Posta un commento