Chissà se in questa o in un'altra vita avremo la possibilità di ritornare da Paul per compare il pain au chocolat, per poterlo poi divorare tra le strade di Bruxelles mentre ci dirigiamo al Musee Magritte Museum, in una giornata di sole. Chissà se rivedrò la pittura eterea di quei quadri bellissimi e misteriosi. Perché non esiste un modo, che sia migliore dei ricordi, per poter rivivere la concretezza di certe cose passate, perché? Perché dobbiamo limitarci a struggerci, a chiudere gli occhi, nel buio prima di addormentarci, o mentre si studia, prendendo un distacco definitivo dai libri, dai manuali?
Sarebbe bello che tu tornassi da dove sei per poter indossare ancora i tuoi maglioni a righe, che l'altro giorno, nell'armadio della tua camera da letto, non ho più trovato. Nessun profumo di te, solo un odore sterile di inesistenza.
A parte questi piccoli dolori soffocanti, oggi sono tornate le pozzanghere, alimentate da gocce di pioggia bellissime e da un fresco liberatorio. Ho trascorso una mattinata produttiva, ho studiato storia romana, ho continuato a seguire le avventure di Arturo Gerace nella sua isola, come se stessi andando ogni volta ad un appuntamento con un amico, e lui mi prendesse per mano, e mi portasse a camminare sugli scogli di Procida, a piedi nudi, sfidando le onde - a proposito, ieri sera sul lungomare le onde parevano volerci divorare; non credo di aver provato, nelle ultime settimane, qualcosa di più eccitante e pauroso insieme. Vito, il mio Arturo cittadino, selvaggio e timoroso, rideva e tremava nervoso e impaziente, e io con lui.
venerdì 14 settembre 2012
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