mercoledì 9 febbraio 2011

Undici


Questo è quello che ho imparato oggi.
Ho letto un libro bellissimo, che è stato un fulmine. Ho corso ma avevo le scarpe pesanti, e la fatica è stata troppa, e ho capito cosa significhi sentirsi il cuore in gola. Non per altro, ma non ti vedo da tempo, da prima delle dimenticabili feste natalizie e i silenzi che si fermavano poco prima di uscire e diventare parola e pulsavano insieme al flusso del sangue. Se c'è una cosa che ricordo, e la ricordo anche volentieri, è stato il mio ultimo giorno dello scorso anno, ad attraversare il paese deserto che finalmente aveva i negozi chiusi e le strade libere. I capelli legati con poca cura, mica andavo chissà dove. E le assenze incolmabili, le risate lontane, il sapore dei canditi, sono una persona ancorata a quello che mi è già passato addosso, sopra, ai tanti discorsi che abbiamo fatto e che ora mi sembrano pochissimi, mi mancano i batteri della tua bocca mi mancano i batteri della tua bocca, questa è da urlare come fa Sergio Rubini in quel film lì, sbattendo i piedi per terra.

1 commento:

  1. Non so che dire Gio, solo che vorrei tanto che tu sia un'allegra ragazza viva, anche se sono pure queste emozioni ti fanno sentire viva.
    passa dal mio blog che c'è un premio da ritirare :D
    un abbraccio enorme!

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