Resistenza mia, con chi ti avrò tradita?
Bastava aspettare fino a mezzogiorno, in fondo. Con le guance che scottavano e il quaderno aperto su una infinità di frecce e segni rossi e di matita che sono i miei appunti, poi, dopo venti minuti, uscire e riprendere tutto. E' incredibile il senso di vuoto, di pesantezza e leggerezza insieme. E' incredibile anche quanto io la stia facendo troppo lunga e poetica questa faccenda del primo esame all'università che è andato. Bene. Benissimo. E chissenefrega? Nessuno è blu, nessuno più. Ricordo che i Baustelle mi accompagnarono nel tragitto scuola casa casa scuola il giorno dell'ultima prova alla maturità. Oggi escono le materie per gli esami di quest'anno e mi sembra che mi sia passata tanta di quella roba addosso e altra ancora sotto i ponti, per le strade, tante sono stati i discorsi i pensieri e i ripensamenti che quasi non ci credo. A fine gennaio il cerchio si chiude. Non a fine dicembre, come si usa credere, dieci, undici, dodici, che importanza ha, quando ogni cosa scorre come sempre e le ore del giorno sono sempre ventiquattro ed io resto quella che non dice mai granchè e si affanna, e mi esce il fumo dalla testa.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento