martedì 25 gennaio 2011

Sette

Una delle cose che più mi ha colpito nel tragitto per Pisa sono stati i nidi degli uccelli tra i rami spogli mentre pioveva per tutto il tempo, erano innumerevoli, avevo preso a contarli ma poi ci ho rinunciato e mi sono limitata a pensare ma è incredibile. Avevo un canarino, da piccola, che un giorno ho liberato e che sicuramente sarà morto, ed ogni volta che lo guardavo mi veniva in mente la sigla di Heidi quando dice saresti un uccellino in gabbia che di noia morirà, e la cosa mi faceva male, presumo. Altrimenti non avrei avuto motivo di lasciarlo andare. Mi piaceva quando cinguettava alle sei del mattino, e il modo in cui girava la testa per vedere chi gli si avvicinava.
Oggi riguardavo delle foto che nemmeno ricordavo di avere, qui sul pc, e mi sono sorpresa nel ritrovarti, chiuso in una cartella rinominata superficialmente, tanto superficialmente che non ne ricordo il titolo neanche adesso che sto ripensando all'espressione del tuo viso -decisamente sorpresa dallo scatto- e al colore della maglia che indossavi, a righe nere e azzurre. Al puntino rosso al posto delle tue pupille. (I tuoi occhi non li vedo più, a te ti sembra facile). E' stato un colpo. Tutto iniziava con te, e tutto finiva. Questa cosa mi è venuta in mente ieri nel treno mentre era fermo tra i campi che coltivano l'uva che non c'era.

3 commenti:

  1. sono pessimo.
    avevo detto che avrei letto tutto e che sarei passato ancora.
    poi mi sono ricordo che "avevo detto".
    e poi arrivo qui e leggo cose come quella del canarino e penso che sono DAVVERO pessimo perchè avrei potuto leggerla prima.

    non mi dimentico più, promesso.
    :)

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  2. mi sono ricordo?

    credo fosse un "mi sono ricordato".

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