venerdì 12 agosto 2011

Quarantotto

La prima coppa piena di ciliegie a inizio estate, un viaggio in macchina con in sottofondo le canzoni di De Gregori, un libro di Calvino, il mare mosso dal maestrale che è il vento che preferisco, il colore delle nocciole, marrone caldo, quando immergi il pennello nella tempera, e quando lo immergi nell'acqua per pulirlo e questa diventa rossa, blu, viola, poi la neve quando la vedi per la prima volta da bambino e vorresti mangiartela tutta, mamma che canta Barry White sbagliando le parole e papà che riguarda per l'ennesima volta Pulse dei Pink Floyd rigorosamente in cassetta e il suo sonno viene conciliato dalla chitarra di Gilmour e dai suoi occhi di ghiaccio azzurro, il rumore della pioggia che è probabilmente il più bello che possa esistere, trovare il rosso al semaforo e contemporaneamente in radio un brano che ti piace, i Beatles e la domenica, inevitabili, i fiori e le piante che mia nonna cura con le sue mani rugose e premurose e tutta la frutta che abbiamo comprato insieme e tutti i prezzi del mercato che ho imparato a memoria, i vestiti di mia nonna e i maglioni di mia nonna, impreziositi da bottoni sempre molto grandi, le tue orecchie, le montagne e le baite delle mie vacanze da bambina, le pinete e i parchi nazionali, le lentiggini di mia sorella sulle sue guance bianche che mi piace accarezzare come mi piace accarezzare la tua barba, è un gesto d'amore chiaro e allo stesso tempo indefinibile e discreto che spero tu possa cogliere sempre, sempre, le poesie di Umberto Saba cariche di sentimenti e dolcezza, le poesie ideali, uno degli orecchini che mi hai regalato che adesso sarà ancora sulla spiaggia o forse è stato inghiottito dal mare, le gambe magre di Francesco, i bambini come nuvole, con gli gli occhi del cielo, tutti i libri che ho letto, tutte le copertine, le persone con i capelli ricci, quelle che tornano, quando vorrei parlare solo attraverso le citazioni di Nanni Moretti e il giorno in cui l'ho visto da vicino, aveva un ciuffo di capelli ribelle che non voleva stare al suo posto e lui con la mano lo spostava paziente e lento, lento almeno come la sua voce precisa, il tuo profumo sulle maniche delle magliette, Gaia e le librerie del futuro, l'odore delle librerie, l'odore delle alimentari, l'odore del pane, il gattino che insegue la mamma sotto casa e scappa con una lucertola in bocca, le righe delle tshirt e dei quaderni.

Una lista di cose belle.

1 commento:

  1. leggendoti sono divisa tra la speranza che magari il mondo è veramente bello, se tu riesci a cogliere questi particolari, e una profonda amarezza, perché non sempre riesco (più) a fermare queste immagini, magari perché non ho (più) una sensibilità come la tua.
    sei una donna favolosa, gì :)

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