
Sai, tu mi intimidisci molto e sono innamorato di te. Prendere il telefono, respirare coraggio, dire tutto, dire ti amo, oggi a lezione pensavo a quanto mi piacerebbe scriverlo a qualcuno, scrivergli buongiorno e buonasera e buonanotte, riscoprire la dolcezza che ho lasciato sigillata da qualche parte che non ricordo, prendere tra le mani sguardi, biglietti, bracciali, fare come fa ogni persona quando ama, sfiorare, ecco, io vorrei sfiorarti con un tocco impercettibile il braccio sinistro e godere della ricchezza delle sensazioni, tornare, sedermi sulle scale del circolo degli anziani e descrivere tutto con le parole migliori che conosco, buttare via le ore vuote e la freddezza, questo gelo perenne che a primavera è inedito. Mi arriva fino alle ossa. Toglierti la fatica, vorrei, insieme alla tua camminata strana, gli occhi neri e tutte le cose che hai imparato negli anni, appuntarmele e ripeterle a mò di preghiera, con le palpebre tremanti.
Mi ricordi la sabbia che viene smussata dal vento e dalle onde, che riposa serena e lenta nel fondo del mare, tra tutti quegli odori e rumori muti e mai forti, sembri farti spazio in quel tipo di silenzio, mentre appanni la vista ai pesci. Voglio lasciarti delle impronte, solo questo.
Mi attappo le orecchie per non sentire le voci che circolavano nell'aria esattamente un anno fa, e che ti portavano non so dove.
quel gatto è bellissimo.
RispondiEliminae poi è bellissimo anche "oggi a lezione pensavo a quanto mi piacerebbe scriverlo a qualcuno, scrivergli buongiorno e buonasera e buonanotte, riscoprire la dolcezza che ho lasciato sigillata da qualche parte che non ricordo".
piacerebbe tanto anche a me.