Scendendo le scale del sottopassaggio, rasente ai muri con le indecifrabili scritte spray, oppure semplicemente per strada, sulle panchine di marmo tu non arrivi e non t'incontro. Mai e poi mai e come mai. Mi devo accontentare per tantissimi giorni della visione della tua schiena e di ciò che comporta, lo sguardo vuoto di colore se non uno soltanto. Era bello il cielo d'inverno come i tuoi denti. Belli bellissimi, i tuoi denti.
Mi sento come Massimo Troisi quando in Ricomincio da tre scopre che Marta ha fatto l'amore con qualcun'altro che non era lui, poi va a chiudersi in bagno per dare spazio allo squarcio che gli si è aperto dentro. Ai palazzi crollati, alle bottiglie di vetro gelate che scoppiano, pà, il botto, tutto.
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