I gabbiani s'inseguono e bevono dalle nuvole per non far piovere ma poi piove lo stesso. Passa il vento attraverso la finestra chiusa a doppia mandata e le gocce di pioggia imperlano il vetro, e poi cadono giù come se fossero di una pesantezza che in realtà non c'è perchè quanto vuoi che pesi una goccia di pioggia?
Francesco mi dice che sembro uscire dalle tenebre ogni volta, forse è vero, nel penitenziario mentale dove mi chiudo ci sono pochi spiragli di luce, ho una bassissima stima di me stessa che cerco di convertire in qualcosa di significativo di utile e perchè no, di bello. Oggi è il primo giorno di marzo e non ci sono state che nuvole perenni e vapori, sugli occhiali, sbuffi nel cuore, di soddisfazione e incredulità, e di tanto altro che non riesco a scrivere. Come quel giorno che non ricordavo ci fosse stato, quando sei caduto dalla bicicletta e non ti eri accorto del sangue che ti scendeva giù dal gomito, andavi avanti e non sentivi quel fastidioso dolore, flebile, sulla superficie della pelle perchè oltre fortunatamente non era andato, e quando hai notato il rosso ti sembrava di svenire, ti sei steso e la terra ti ha sporcato i polpacci. E subito dopo stavi meglio e hai visto il sole tra i rami.
Oggi è l'inizio di marzo, ho preso il mio primo trenta, ed è per te.
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