Sono tornate le fragole.
Sono tornate le fragole e domani è primavera, una stagione che per me non ha ragione di essere, detestabile per la sua instabilità, per il freddo e il caldo insieme. Fosse per me vivrei solo di ombrelli chiusi nello zaino, di sciarpe, del buio che arriva quasi subito - scherzando mi dici spesso che sembro uscire dalle tenebre ogni volta, io sono il corvo Joe, faccio spavento.
Ricordo benissimo che un anno fa, esattamente un anno fa, ero seduta su una panchina e piangevo un amore che finiva (s'ingrandiva ancora di più, in realtà, ma questo l'avrei scoperto poco dopo), ricordo il prato inglese e una terribile musica da discoteca in sottofondo, non credo che scorderò mai quella festa di compleanno che era proprio una di quelle alle quali non puoi sottrarti e non ero contenta, il venti marzo scorso, ma sconsolata e arrabbiata, e non l'ho mai più provata una sensazione così. Da allora non ho più ritrovato la copiosità della sofferenza che solo l'amore può darti, quando come un bicchiere si frantuma cadendo sul pavimento, intorno ai tuoi piedi. Non ho ballato perchè non so ballare e perchè mi vergogno, avrei voluto strafare e strafarmi di occasioni e divertimento ma non ci sono riuscità (non ci riesco mai), non ho fatto niente come da prassi, non mi sono neanche innamorata di nuovo se non di cose fugaci, di fotografie scattate con le palpebre, del miele che scivola dal cucchiaino, di un personaggio di un libro, della sua descrizione. Immobile.
Caro diario, sono felice solo in mare, nel tragitto tra un'isola che ho appena lasciato e un'altra che devo raggiungere.
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Anche io prediligo l'inverno. E' solo un'altra somiglianza. :)
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