domenica 26 giugno 2011
Quarantatrè
L'ansia attanaglia ogni cosa, e fa restare il pianto nella gola, nemmeno una lacrima va fuori, come una punizione, un complotto del mio corpo contro di me. E' solo acqua, alla fine, acqua e dolore. Non riesco a scrivere niente, penso, elaboro frasi che poi non segno da nessuna parte, le lascio andare nel posto delle frasi dimenticate da me che sono a migliaia, quelle che avrei voluto dire e non ho detto, quelle che avrei voluto scrivere e non ho scritto. Mi sento di roccia e nuvola insieme, mi sento bianca, rossa, rosa, color corallo e tra un po' il mare mi travolgerà se non sono attenta, se mi tolgo la corazza. Io resisto ostinata con le radici nella sabbia, la stessa che insieme non abbiamo mai toccato. A me piacciono gli scogli, la pietra dura levigata dalle onde, il sale che resta lì e rende tutto bianco e grigio, mi piacciono le carezze che fa il mare quando è sereno, avanti e indietro, avanti e indietro, fino a quando non diventa buio e nessuno vede più niente. Quando si torna ad essere con se stessi, quando crolliamo da soli dentro le stanze. E non c'è forza che tenga, non c'è rete, non c'è un nodo stretto abbastanza a collegarci, nè una corazza abbastanza dura a difendere il petto dai colpi del cuore, resta solo questo pianto incredibile che non sa uscire. E la voglia non di vederti ma di guardarti.
venerdì 24 giugno 2011
Quarantadue
Misi la mano su di lui. Per me è sempre stato così importante toccarlo. Una cosa per cui sono vissuta. E non ho mai saputo spiegarla. Toccatine da niente. Le mie dita contro la sua spalla. I lati delle nostre cosce che si sfioravano mentre ci stringevamo in autobus. Non sapevo spiegarlo, ma ne avevo bisogno. A volte immaginavo di cucire insieme tutte le nostre piccole toccate. Quante centinaia di migliaia di dita che si sfiorano servono per fare l'amore? Perchè mai la gente fa l'amore?
Staccami pure la pelle se ti serve.
Staccami pure la pelle se ti serve.
venerdì 17 giugno 2011
Quarantuno
Le tue magliette, il tuo entusiasmo, la tua gola, il tuo modo di mettere il freno a mano, la tua voce al telefono, le tue mani, la tua debolezza, la tua attesa, tutte le lacrime, tutte le canzoni, gli altri, i treni del passato e del futuro, il punto dove incomincia la tua barba, la paglia dei tuoi capelli, quando canti, quando parli, quando non parli, le tue labbra che sono davvero ogni cosa, sono il primo punto, il fulcro, l'inizio, quando bevi, quando crolli, le tue scelte, la tua velocità, le tue braccia, le vene, le sigarette che ti rullano, i Beatles che c'entrano sempre, tu che balli allo stesso modo in ogni situazione, il pensiero di te la mattina, il giallo, i Peanuts, la tua camera, le fragole, l'azzurro delle tue lenzuola e quella volta che mi hai detto che è con me che vuoi stare.
Difendere tutto.
Difendere tutto.
martedì 14 giugno 2011
Quaranta
Il sangue, prima non mi impressionava e adesso si. Il sangue è impazzito, come ogni cosa che mi circola in corpo, averti visto sanguinare le ossa e maledire domani. Forse è per questo, per l'aria intorno che ancora un po' lei riempie.
Ci sono cose che nessuno mi porterà mai via, una di queste sei tu circondato da bambini che ti guardano curiosi, le mani appiccicose dei bambini, i capelli disordinati che hanno, i loro occhi enormi con le ciglia lunghe. E tu che sembri un gigante buono con la tua maglietta nera e la barba e lo sguardo di sempre, che qualora un giorno dovesse mai mancarmi capirò che è in arrivo la fine.
Arrivederci amore ciao, qui è pieno di nubi.
Ci sono cose che nessuno mi porterà mai via, una di queste sei tu circondato da bambini che ti guardano curiosi, le mani appiccicose dei bambini, i capelli disordinati che hanno, i loro occhi enormi con le ciglia lunghe. E tu che sembri un gigante buono con la tua maglietta nera e la barba e lo sguardo di sempre, che qualora un giorno dovesse mai mancarmi capirò che è in arrivo la fine.
Arrivederci amore ciao, qui è pieno di nubi.
giovedì 9 giugno 2011
Trentanove
Bruno mio dove sei, scusami se ti chiamo sempre che senza di te non riesco a combinare niente. I figli sono peggio di te, sempre fuori, sempre in movimento, fanno sogni più grandi di me che, lo ammetto, a volte mi lamento. Il punto è che mi manca trovarti addormentato alla tv, cercarti fuori dalla chiesa, andare insieme a fare la spesa, le sigarette sul comodino e il cruciverba poco più in là, perchè l'avevo capito che era quella la felicità. Eh, ma come è ingiusto il buon Dio, dovevo esserci io al posto tuo, te la saresti cavata certo meglio di me che non so neanche ridere senza di te. Bruno mio, ma lo sai che i nipoti stanno crescendo e ogni tanto mi chiedon di te, se dal cielo tu li stai guardando? E ogni sera cento ave maria, che il rosario lo sto consumando e mi sento una bambina anch'io quando sogno che mi dormi accanto. Perchè non è facile sapere che non tornerai mai più, che questa casa enorme ha poco senso se non ci sei tu. Su questo vecchio divano guardo una foto e non lo ammetterai, mi hai amato da sempre anche se me l'hai detto mai. Eh, proprio assurdo il buon Dio, dovevo esserci io al posto tuo, te la saresti cavata molto meglio di me che non so neanche vivere senza di te. Bruno mio dove sei, scusami se ti chiamo sempre.
Dove sei?
Dove sei?
venerdì 3 giugno 2011
Trentotto
Da quando sei andata via non esisto più, il mondo è grigio il mondo è blu, stamattina con Battiato sembrava di stare in un film di Nanni Moretti ma un po' di anni avanti e ho allungato la strada per tornare a casa per ascoltare Paloma che cantava e per il sole che ieri non c'è stato.
Sogno spesso gli insetti, insetti sul letto che mi circondano, sulla pelle, non so cosa significhi, so solo che poi il confine tra il vero e quello che non lo è diventa labile, e mi sveglio tremando. Saranno le dormite affrettate, e che non mi copre più nessuna coperta ed è una cosa che detesto, come detesto l'estate.
Clare, voglio dirti di nuovo che ti amo. Non lo so, quando chiudo un libro perchè l'ho finito, quando chiudo un libro e mi è piaciuto, io vorrei vivere per sempre. Perchè in quel momento sto provando una sensazione inspiegabile di vuoto e pienezza insieme, che è la parte sempre più difficile da interpretare e da far comprendere a chi sta fuori, quando ne voglio parlare. Ma non ne parlo e tengo tutto qui dentro nel cuore e nel sangue, dove scorrono tutte le storie della mia vita, quelle scritte dagli altri, quelle che mi piacerebbe poter vivere perchè sono fatte delle parole che ho sempre aspettato e che da me uscirebbero sgraziate, senza alcuna magia. Vivificanza, l'ha chiamata un giorno una persona, tutta questa roba bellissima.
Per la prima volta, ieri, quando ho chiuso un libro perchè l'ho finito, avrei voluto vivere per sempre, ma non solo questo, io avevo anche voglia di abbracciarti forte.
Sogno spesso gli insetti, insetti sul letto che mi circondano, sulla pelle, non so cosa significhi, so solo che poi il confine tra il vero e quello che non lo è diventa labile, e mi sveglio tremando. Saranno le dormite affrettate, e che non mi copre più nessuna coperta ed è una cosa che detesto, come detesto l'estate.
Clare, voglio dirti di nuovo che ti amo. Non lo so, quando chiudo un libro perchè l'ho finito, quando chiudo un libro e mi è piaciuto, io vorrei vivere per sempre. Perchè in quel momento sto provando una sensazione inspiegabile di vuoto e pienezza insieme, che è la parte sempre più difficile da interpretare e da far comprendere a chi sta fuori, quando ne voglio parlare. Ma non ne parlo e tengo tutto qui dentro nel cuore e nel sangue, dove scorrono tutte le storie della mia vita, quelle scritte dagli altri, quelle che mi piacerebbe poter vivere perchè sono fatte delle parole che ho sempre aspettato e che da me uscirebbero sgraziate, senza alcuna magia. Vivificanza, l'ha chiamata un giorno una persona, tutta questa roba bellissima.
Per la prima volta, ieri, quando ho chiuso un libro perchè l'ho finito, avrei voluto vivere per sempre, ma non solo questo, io avevo anche voglia di abbracciarti forte.
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