giovedì 29 marzo 2012

Settantadue

Scrivere solo a distanza di un mese, per poter dar voce a un pensiero triste che sta diventando certezza, che riguarda l'amicizia e quanto io non sia propriamente adatta per averne, alimentarla, proteggerla. Ci ho provato, più volte, e il risultato costante è sempre lo stesso, è come se una calamita perdesse giorno dopo giorno il suo potere di attirare, di unire. C'è comunque, alla fine, una fase grigia, di distacco che mi addolora, piena di fraintendimenti e di incomprensioni. Mi allontano, vengo allontanata, fuggo, cambio strada, resto da sola e piena di dubbi, di paure, ed è quasi angosciante. Perdo fiducia, piano ma costantemente.
Mi piacerebbe avere qualcuno con cui parlare, un rapporto fatto di rispetto, nel quale tra le due personalità in ballo sia già tutto chiaro e tutto spiegato. Prendere la vespa e via, senza troppi impegni. Parlare del mio ragazzo, dell'università, di libri. Con-fidarmi.

giovedì 1 marzo 2012

Settantuno

Ho scritto una canzone per ogni pentimento e debbo stare attento a non cadere nel vino o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.

Lucio Dalla mi ricordava te che non ci sei più, dalle movenze e dalla voce, dall'aspetto. Ero in macchina quando ho saputo che è morto, la stessa macchina dove metto su spesso il suo cd. Su Futura ho pianto con la testa appoggiata al cruscotto, un pianto da bambina, con l'affanno. Un dolore che mi ha sorpreso per la sua intensità, che so spiegarmi a malapena.
E su Cara, poco fa, mi sono persa, facendo sbiadire i pensieri, lasciandomi scivolare i pezzi di questo marzo che è iniziato così, spezzandomi le gambe.