In un noce, sulla sella del tronco, c'era un incavo a conca, la ferita d'un antico lavoro d'ascia, e là era uno dei rifugi di Cosimo. C'era stesa una pelle di cinghiale, e intorno posati una fiasca, qualche arnese, una ciotola.
Viola si buttò sul cinghiale. - Ci hai portato altre donne?
Lui esitò. E Viola: - Se non ce ne hai portate sei un uomo da nulla.
- Sì... Qualcuna...
Si prese uno schiaffo in faccia a piena palma. - Così m'aspettavi?
Cosimo si passava la mano sulla guancia rossa e non sapeva cosa dire; ma lei già pareva tornata ben disposta: - E com'erano? Dimmi: com'erano?
- Non come te, Viola, non come te...
- Cosa sai di come sono io, eh, cosa sai?
S'era fatta dolce, e Cosimo a questi passaggi repentini non finiva di stupirsi. Le venne vicino. Viola era d'oro e miele.
- Di'...
- Di'...
Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s'era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere così.
(Amo Calvino perché è questo, è tutto qui e milioni di altre cose ancora, perché è colorato, perché quel noce pare pulsare di amore di rossore di gelosia e dolcezza, e ogni cosa diventa fortissima).
Non come te, non come te, mai. Mai niente sarà come i tuoi occhi di nocciola, e come Viola anche tu sei d'oro e miele, nei capelli, sulla nuca. Mai niente come le tue mani.
lunedì 23 gennaio 2012
venerdì 20 gennaio 2012
Sessantasei
Ieri sera, mentre guardavo Almost true in attesa che tornassi a casa dalle tue serate senza di me che chissà come sono, chissà quali sono le cose che dici e i gesti che fai, se ti avvicini troppo o troppo poco, pensavo che mi sarebbe piaciuto moltissimo, nemmeno poco tempo fa, provare a fare la scrittrice - che detto così fa ridere, è una parolona, in realtà non volevo nemmeno scriverla e sapevo che si sarebbe formato in me questo senso di disagio e inadeguatezza, ecco, eccolo, proprio adesso a invadermi. Poi ho cambiato idea perché sono state tante le cose che ho letto, davvero tante, la maggior parte letture meravigliose che da un lato hanno quell'effetto di illuminarmi di immenso e di vita, dall'altro mi viene da dire No, io non ce la farò mai. Ho dei periodi di oblio enormi in cui non butto giù niente, in cui la testa è troppo piena o troppo vuota, allora sono solo pagine bianche. Non penso cambierò idea. Voglio continuare a essere spettatrice della bellezza, diciamo così.
E quindi, mentre guardavo Almost true con Lucarelli che mi intimoriva con tutto il suo gesticolare, ho smesso di pensare e mi sono concentrata, la puntata era sui Beatles, in particolare sul mistero della morte non-morte di Paul, e io mica lo sapevo che forse è morto perché a quanto pare si è strozzato con un salatino in un pub, dopo un litigio con gli altri. Non riuscivo a prendere sonno, né a fissare il poster tridimensionale di Abbey road lì sulla porta. Sono un coniglio. No, a parte gli scherzi, ho un livello di emotività sconvolgente, il che non è un bene. E' devastante.
Vorrei che le giornate fossero quasi tutte così, col freddo e il sole insieme, con mia madre che sintonizza la radio sui canali anni sessanta, parte Rimmel, alza il volume finchè il suono non diventa sgranato e canta, canta.
E quindi, mentre guardavo Almost true con Lucarelli che mi intimoriva con tutto il suo gesticolare, ho smesso di pensare e mi sono concentrata, la puntata era sui Beatles, in particolare sul mistero della morte non-morte di Paul, e io mica lo sapevo che forse è morto perché a quanto pare si è strozzato con un salatino in un pub, dopo un litigio con gli altri. Non riuscivo a prendere sonno, né a fissare il poster tridimensionale di Abbey road lì sulla porta. Sono un coniglio. No, a parte gli scherzi, ho un livello di emotività sconvolgente, il che non è un bene. E' devastante.
Vorrei che le giornate fossero quasi tutte così, col freddo e il sole insieme, con mia madre che sintonizza la radio sui canali anni sessanta, parte Rimmel, alza il volume finchè il suono non diventa sgranato e canta, canta.
mercoledì 11 gennaio 2012
Sessantacinque
Fu un trionfo di conghiglie, un omaggio di fiori
per il guanto restituito alla banalità dei cuori,
ad una spiaggia senza sabbia, a una passione intravista
ad una gabbia senza chiave, ad una stanza senza vista,
ad una gabbia senza chiave, ad una vita senza vista.
E intanto milioni di rose rifluivano sul bagnasciuga
e chissà se si può capire
che milioni di rose non profumano mica
se non sono i tuoi fiori a fiorire,
se i tuoi occhi non mi fanno più dormire.
I tuoi occhi non mi fanno più dormire.
per il guanto restituito alla banalità dei cuori,
ad una spiaggia senza sabbia, a una passione intravista
ad una gabbia senza chiave, ad una stanza senza vista,
ad una gabbia senza chiave, ad una vita senza vista.
E intanto milioni di rose rifluivano sul bagnasciuga
e chissà se si può capire
che milioni di rose non profumano mica
se non sono i tuoi fiori a fiorire,
se i tuoi occhi non mi fanno più dormire.
I tuoi occhi non mi fanno più dormire.
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